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Il BIM non è una rivoluzione, ma un evoluzione professionale. I risultati della survey sul mercato BIM in Italia promossa da Assobim

Il BIM sta cambiando il nostro modo di costruire consentendo una migliore qualità dei progetti, una riduzione di errori, controversie, rischi, costi e tempi. Alla scoperta del Settore italiano BIM con il Report di Assobim!

Il BIM sta cambiando il nostro modo di costruire consentendo una migliore qualità dei progetti, una riduzione di errori, controversie, rischi, costi e tempi sia per opere civili che infrastrutturali, per interventi nuovi ma anche sull’esistente.

Lo sviluppo in ambito nazionale del Building Information Modeling come cambio di paradigma alla progettazione, realizzazione e manutenzione del costruito rappresenta uno dei principali driver della cosiddetta edilizia 4.0. Il BIM è un nuovo modo di gestire il progetto edile e infrastrutturale che offre numerosi vantaggi in termini di controllo dei processi progettuali e costruttivi, ottimizzazione dei tempi e dei costi, gestione del cantiere e successiva manutenzione del costruito per l’intero ciclo di vita

Il BIM in Italia: la diffusione del BIM secondo l’ultimo Rapporto Assobim

Presentiamo i risultati della survey sul mercato BIM in Italia promossa da Assobim, l’associazione nata per promuovere la diffusione del Building Information Modeling e per sostenere l’attività dell’intera filiera tecnologica del BIM. L’indagine, cui ha partecipato un panel di oltre 600 operatori comprendente studi di progettazione, società di engineering, imprese di costruzioni e manutenzioni, committenza pubblica e privata e produttori di materiali e componenti, fornisce una fedele rappresentazione circa la diffusione del BIM in Italia, utile a focalizzare punti di forza e prospettive di sviluppo di questa metodologia e sensibilizzare ulteriormente istituzioni e player del mondo delle costruzioni.

Assobim

Uno dei principali scopi dell’indagine era innanzitutto quello di appurare il grado di conoscenza e utilizzo del Building Information Modeling e delle sue potenzialità fra gli operatori del settore.

La risposta dei partecipanti all’indagine di Assobim, costituiti in larga parte da studi di progettazione (oltre il 62% del campione), una consistenza media di collaboratori al di sotto delle dieci unità nel 76% dei casi e un fatturato al di sotto del milione di euro nel 75% dei casi (numeri che rispecchiano fedelmente la scala delle realtà professionali italiane), è stata incoraggiante: oltre la metà del campione conosce e utilizza la metodologia BIM, mentre un ulteriore 40% circa la conosce ma non la utilizza o ne fa un uso parziale e solo un numero marginale di operatori (al di sotto del 10%) non ne è a conoscenza.

Altrettanto significativa la risposta alla domanda circa l’anno di introduzione del BIM in azienda: dal 2012 è possibile rilevare una costante crescita che ha avuto il suo picco nel 2018, in cui quasi il 17% del campione ha introdotto in azienda il Building Information Modeling. A integrare tali dati, fra quanti ancora non utilizzano il BIM, circa l’11% prevede di introdurlo in azienda nell’arco di un anno, e quasi il 20% nell’arco dei prossimi tre anni

Le risposte a due ulteriori domande di Assobim contribuiscono a definire meglio i contorni di questa tendenza comunque complessivamente positiva. Quasi la metà del campione ha dichiarato di avere adottato il BIM nei propri progetti estesamente (22,94%) o parzialmente (24,21%), ma quasi il 60% degli intervistati lo ha utilizzato in meno del 25% dei lavori, mentre circa il 14% lo ha applicato a tutti i progetti realizzati.

Le criticità dell’introduzione del BIM in Italia: luci e ombre nel rapporto Assobim

In un panorama complessivamente con forti elementi positivi, sia per quanto riguarda la conoscenza del BIM che del ruolo strategico che quest’ultimo sarà destinato a giocare nella progettazione, realizzazione e mantenimento di quanto costruito, l’indagine ha evidenziato anche le inevitabili criticità e difficoltà che l’adozione e l’esteso utilizzo di questa metodologia ancora relativamente giovane comporta per gli operatori e nelle relazioni con il mercato.

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Proprio su quest’ultimo aspetto, circa due terzi del campione si dichiara molto o abbastanza convinto del fatto che i clienti non siano ancora in grado di comprendere i vantaggi offerti dal Building Information Modeling, cosa che di conseguenza richiede l’adozione di azioni mirate a diffondere tale consapevolezza anche fra i destinatari/utilizzatori finali dell’opera. Un dato, questo, parzialmente riequilibrato dalla convinzione, espressa da oltre la metà del campione, che la domanda di adozione del BIM da parte di committenti e clienti sarà destinata in qualche misura ad aumentare nel prossimo futuro.

Alta la consapevolezza da parte degli operatori circa l’incidenza che l’adozione del BIM avrà sulle proprie strutture e processi. La larghissima maggioranza del campione intervistato ha dichiarato che l’adozione del Building Information Modeling comporterà forti cambiamenti nelle procedure, pratiche e flussi di lavoro utilizzati all’interno delle loro strutture.

Fra le criticità e gli ostacoli maggiormente percepiti dagli operatori nell’implementazione del BIM, ad oggi, spiccano in tutta evidenza la mancanza di competenze interne (evidenziata da oltre il 60% del campione) e, di conseguenza, la mancanza di un’adeguata formazione (sottolineata da circa il 65% degli intervistati). La già citata carenza di domanda è un ulteriore fattore di rilievo per oltre il 70% del panel, così come i costi di implementazione e la mancanza di tempo.

Particolarmente interessante, infine, il dato che emerge nel report di Assobim sulla domanda di chiusura dell’indagine, relativa agli ambiti disciplinari di utilizzo del BIM. Circa il 43% del campione dichiara di adottare il Building Information Modeling nell’ambito della progettazione architettonica, il 9% lo utilizza in ambito strutturale, mentre tutti gli altri campi risultano ancora sostanzialmente marginali.

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Luca Usai

Architetto, classe 1980, dopo gli studi svolti presso la Facoltà di Architettura di Firenze, ha intrapreso le prime esperienze collaborando con alcuni studi professionali in qualità di disegnatore e renderista. Successivamente rientrato in Sardegna inizia la libera professione. È co-founder di SArchitettura, studio di progettazione di base a Cagliari che si occupa di progetti incentrati su: cultura del progetto, immagine, architettura, design.

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