Giro per il mondo con gli occhi di un architetto

Il Cristo Redentore a Rio: 5 cose che non sapevi

Ecco a voi 5 curiosità sulla statua del Cristo Redentore che, molto probabilmente, non conoscete.

Statua del Cristo Redentore: i suoi segreti

A Rio de Janeiro, sul monte Corcovado, sorge la statua del Cristo Redentore. Il simbolo, voluto fortemente dalla comunità cristiana brasiliana, si erge sopra la città, in un abbraccio protettivo nei confronti dei suoi “figli”. È stata nominata come una delle nuove meraviglie del mondo insieme al Colosseo, al Taj Mahal, Machu Picchu, Chichén Itzá, Petra e alla Grande Muraglia cinese. Scopriamone insieme i 5 segreti nascosti.

Da 90 anni simbolo di Rio

Dall’alto dei 710 metri del monte Corcovado, nel cuore di Rio de Janeiro e accessibile dal Jardim Botânico, spicca nel panorama l’enorme statua del Cristo Redentore. Alta 40 metri ed illuminata di notte, non può passare inosservata, anche all’occhio meno attento. Si tratta della quarta statua più alta del mondo e il suo peso non può essere da meno (1145 tonnellate), anche per via della copertura con la pietra saponaria. La curiosità principale, però, risiede nella data di inaugurazione. Si tratta del 12 ottobre 1931, giorno in cui Cristoforo Colombo scoprì l’America. Un aneddoto da sapere assolutamente. La prima volta che la statua del Cristo Redentore fu illuminata, fu grazie a Guglielmo Marconi che mandò un impulso radio da Roma per accendere l’imponente struttura.

Un francese e un rumeno dietro l’emblema brasiliano

L’idea dell’enorme statua sopra la cidade maravilhosa era stata di dieci anni prima. Il Círculo Carioca, nel 1921, bandì un concorso per realizzare un monumento in onore del centenario dell’indipendenza dal Portogallo (1822). A vincerlo fu Heitor da Silva Costa, che non riuscì a completare l’opera entro l’anno seguente. La statua verrà conclusa dieci anni più tardi e non portò al successo l’architetto brasiliano, bensì Paul Landowski, lo scultore franco-polacco che apportò delle modifiche alla statua del Cristo Redentore. Il viso, invece, è un’opera dello scultore rumeno Gheorge Leonida. Due europei a scolpire quello che probabilmente è uno dei simboli più famosi dell’intero Sud America.

Dalla Francia al Brasile, pezzo per pezzo

La statua del Cristo Redentore fu interamente trasportata, pezzo per pezzo, dalla Francia in Brasile. Per raggiungere il Corcovado venne impiegato il Ferrocarril do Corcovado, il trenino che si usa per raggiungere la cima del monte che attraversa il Parque Nacional da Tijuca. Il trenino, inaugurato nel 1884, è quindi più antico della statua, malgrado si possa pensare che sia stato introdotto per semplificare l’accesso ai milioni di turisti che ogni anno visitano il Corcovado.

Statua del Cristo Redentore

La statua dei miracoli alle spalle del Cristo

Alle spalle della statua del Cristo Redentore sorge una piccola cappella in cui è custodita la statua della Madonnina nera. La leggenda, vista e raccontata da decine e decine di persone, vuole che, dopo numerosi giorni di pesca infruttuosa, dei pescatori raccolsero il corpo della Madonnina nera senza testa. Rigettarono così le reti e trovarono la piccola testa. Alla gettata successiva, le reti si riempirono miracolosamente di pesci.

Il dono di un conte all’Italia

Il conte biellese Stefano Rivetti di Val Cervo, durante un viaggio a Rio de Janeiro, rimase molte colpito dalla statua del Cristo Redentore. Decise così di affidare il compito di produrne una simile allo scultore fiorentino Bruno Innocenti. La statua fu così donata alla città lucana di Maratea ed eretta sul Monte San Biagio nel 1965. Il monumento, oltre ad atto di fede, nasce con l’intento di rappresentare la rinascita di Maratea e del sud Italia.

Stefano Maffei

Ho ottenuto la mia Laurea Magistrale in Scienze Linguistiche, Letterarie e della Traduzione a gennaio 2020 presso L'Università di Roma Sapienza, dove mi ero già laureato a dicembre 2017 in Lingue, Culture, Letterature e Traduzione. Grazie ai miei studi ho potuto migliorare molto la conoscenza dell'inglese (livello C1), del portoghese brasiliano (C1) e dello spagnolo (B1). Le mie capacità di addetto stampa, web writer, content editor e SMM le ho sviluppate seguendo corsi di approfondimento (dedicati al mondo dell'ufficio stampa, della scrittura sul web e dei social media) e grazie all'esperienza a Tennis Fever e GoPillar Academy come Content & Social Media Manager

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